martedì 19 dicembre 2017

"Vita di un'aspirante narratrice #1: tra sogno e realtà.

È mattino. Oltre i vetri, un tiepido sole dicembrino preannuncia una bella giornata. Ti alzi con il pensiero del tuo manoscritto che ti attende, ti sei data giusto un mese di tempo per la necessaria revisione. Niente di più facile. Accendi il pc e, finché si avvia, ti prepari il tè caldo, così da poter appoggiare la mug fumante alla destra del pc (a sinistra hai il mouse), che fa tanto scrittrice. (Ti hanno insegnato che visualizzare è fondamentale). Apri il file, e le 90 pagine dattiloscritte sono lì, ad attendere solo che tu possa integrare quello che sarà la "rivelazione letteraria del 2018" (se devo visualizzare, lo faccio bene, no?). On Air: Ludovico Einaudi.
Ti siedi, e le dita scorrono leste, a ritmo dei tuoi pensieri e della tua ispirazione, quasi fosse una folgorazione mistica, insegui le immagini e le descrizioni di cui il tuo testo ha bisogno. E li senti, i tuoi personaggi, dietro le tue spalle, un po' tristi perché ad ogni parola si avvicina il momento di lasciarli andare al loro destino, ma felici, per essere parte di un progetto che si è compiuto. Ed è lì, sull'ultimo punto, che la soddisfazione si mescola alla commozione. Poco prima, della parola fine. 

È mattino, sì c è il sole ma fa un freddo bubbo. I gatti hanno forzato la porta chiusa e sono piombati sul letto reclamando cibo come fossero alla fame da almeno quindici giorni. Arranchi fino alla cucina, e ne tempo in cui riesci ad infilarti la ciabatta, il resto del mondo ha già preparato la moka, messo in tavola la colazione e fornito almeno tre proposte valide di risoluzione alla questione palestinese. Vorresti accendere il pc, ma prima devi trovarlo sotto la montagna di roba da stirare, a proposito di stirare, ci sono almeno due lavatrici da mettere su, e le vogliamo cambiare le lenzuola? Finalmente è ora di pranzo, e ti fai una pasta al burro senza burro, dal momento che non ricordi esattamente quando hai fatto la spesa l'ultima volta. Finalmente trovi il pc e puoi procedere alla correzione di quei 268 "che-mi-gli-ti" usati a cazzum. E, RaGattiiii.. scendete dallo stendino! Leooo! non puoi appendere tuo fratello con le mollette alle orecchie! lascia stare Edo! Mia, dai su alzati, che la mamma deve creare, produrre, scrivere la rivelazione letteraria del... sì vabbè ciaone.

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