giovedì 20 aprile 2017

schegge di tempo...

Una volta, in un telefilm, ho sentito uno psicologo dire che il dolore arriva a ondate. Alterna momenti in cui ti sommerge, ad altre in cui riesci a razionalizzare e anche a formulare un pensiero che abbia un senso.
Sto ascoltando un cd del Coldplay in loop, è uno dei primi, quelli dove le sfumature della musica sono ambrate e un po' cupe. Ed è vero. Il dolore va a ondate. E il "bello" è che si tratta di una sorta di acconto. Non è nemmeno quello "vero", perché ancora nulla è deciso, tutto è sospeso in un futuro ipotetico che non lascia grandi speranze, tantomeno aspettative di sorta. E' un inevitabile di cui si sente l'odore, ma non se ne avverte ancora la presenza.
Mi ritrovo alle prese con una decisione difficile, niente a che vedere con quella che hai preso tu, meno di un mese fa. Per l'amor di Dio non ci voglio nemmeno pensare.
Forse una delle cose più giuste che mi siano state dette (sono poco le cose sceme, a dire il vero, ma come diceva un amico poco fa, del parere degli idioti non ci si deve curare) me l ha detta il Fratellone: "non ti invidio per nulla, pensa a quello che vorresti per te, se fossi al suo posto...". E alla fine la palla ritorna a me. Che dopo 18 anni e mezzo insieme, credo di essere l'unica a conoscerla davvero, come forse lei custodisce dentro di sé la parte più vera di me.
Che poi a pensarci bene lei di dubbi ne ha sempre avuti pochi. Ha sempre riconosciuto un uomo per cui valeva la pena, da un emerito pirla prima di me. E infatti quelli che non ha schifato o snobbato allegramente si contano sulle dita di una mano. Ha sempre saputo cosa voleva e come andarselo a prendere. Anche quando si trattava di un ragno o una cimice puzzosa. Però è stata capace di insegnarmi cosa significa amare senza nessun tipo di condizione o di vincolo, fin dal primo momento in cui ha grattato il suo naso contro le mie dita, ed aveva poco più di un mese di vita. E da quando è entrata a far parte della mia,  ho imparato a non mettere più prima me, davanti a tutto il resto. Ho sempre messo lei. E tu, Ing. mi hai sempre fatto ridere dicendomi che ero la schiava in suo potere. Ma alla fine, a ben pensarci. Forse la risposta è ancora e di nuovo quella. Mettere lei, e il suo bene, davanti a tutto il resto. Anche se solo il pensiero mi spezza.

2 commenti:

  1. Farai solo il suo bene anche questa volta, come sempre.
    E quello che conta è che lo saprà. E che sorriderà, cosciente di aver esercitato il più completo ed assoluto dominio su di te.

    L'Ing.

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    1. tu mi fai sorridere anche quando sembra impossibile.

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