mercoledì 22 marzo 2017

Lavori in corso


Mi pare fin troppo chiaro, che il 2017 è nato con l'intento di farmi imparare a vivere sull'improvvisazione. Io che amo programmare, non dico al minuto ma almeno al giorno, le cose che vorrei fare e quelle che "me tocca", niente. Quest'anno è tutto un fare e disfare che nemmeno la tela di Penelope.
Non fai in tempo a mettere giù due punti chiave, per il fine settimana, che ti prendi mezza bronchite e viaggi sui 10 giorni di antibiotico. Così, giusto per non farsi mancare niente. E quindi anche in pensieri si piegano su loro stessi, agitati e scrollati tra uno sternuto e un migliaio di colpi di tosse senza fine. Ma se le idee e le energie latitano, la buona speranza c è sempre. Intanto ho dato un cambio di aria a queste stanze, ne ho modificato i colori e spero anche lo spirito. Mi piace questa foto della stazione, di sottofondo. Perché alla fine è il mezzo con cui mi muovo più spesso e più facilmente quando mi imbarco in uno dei miei "viaggi". Che poi chiamo viaggi anche quando sono poco più di gite fuori porta. Ma sto partorendo l'idea che non mi serva andare dall'altra parte del mondo, per capire cosa mi passa per la testa, e quindi dato che le mie possibilità economiche/familiari/lavorative, non mi permettono di pensare spesso oltreconfine, ho deciso di fare necessità virtù e pensare alla primavera e alla prossima estate come una fonte inesauribile di spunti di gite e viaggi, "fuori porta"  ma che siano capaci comunque di lasciare un "segno". Sfruttando al massimo le poche risorse a mia disposizioni.
Chissà se come idea ha un senso. O se è un'altra delle mie idee farlocche, destinate a svampare con il primo antibiotico.
Mah...

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