mercoledì 7 settembre 2016

Settembre...

Probabilmente, l'unica cosa che rimpiangerò davvero di quest'estate è il camminare scalza. Al più con le infradito, che è un po' come se...
Per il resto da ieri il cielo un po' brontola e un po' piange, e a me non spiace più del dovuto.
Solitamente approfitto dei giorni casalinghi per sistemare casa, buttare periodicamente quello che non uso e fare ordine. L'anomalia di questo agosto è che la casa è stata toccata il minimo indispensabile, però c è stato un bel rinnovamento per ciò che concerne amicizie e conoscenze. L'avevo già scritto tempo fa, secondo me i rapporti sono come il karma.
Per cui mi ritrovo a settembre con la casa che è ancora un gran casino, ma probabilmente la vita un po' più semplice. Che non è male.
Mi sforzo di non guardare il calendario, di non fare progetti ancora. Sto provando a lasciare scorrere il tempo senza buttare continuamente l'occhio un mese avanti. Non è detto ci riesca ma provarci è meglio che niente. Rispetto ad altri anni in cui parto scoppiettante con mille progetti e duemila idee, mi rendo conto di essere ancora a marce basse e di muovermi piuttosto lentamente. Sto provando a cambiare strada. A non fare le scelte per abitudine. E' un correggersi in corso d'opera. Accorgersi del gesto abituale, fermarlo anche a mezz'aria e invertire al direzione. Non sempre. Non è una gara, non è un imposizione. Si va per tentativi e se non sempre riescono di ci si perdona bonariamente.
Mi coccolo.
Godendomi il tempo con la Melli che pareva stringesse e invece sembra dilatarsi di nuovo, riabbracciando le mie certezze, che hanno braccia grandi, chi con gli occhi azzurro mare, chi con i ricci ribelli alla Ligabue. Insomma, non c è nulla di davvero speciale, epocale di cui parlare. Sono tratti veloci di impressionisti su tela, ma è la mia tela, e direi che per ora questi guizzi di ombre e luci mi piacciono molto...

On Air: Passenger - Let her go 

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