giovedì 28 luglio 2016

the day after...

Ieri non avevo nessuna voglia di uscire. Ma mi aspettavano LaGnocca & IlFigo. Non è che non avessi voglia di vederli, anzi. Ma mi sentivo davvero stanca. E' vero che sono gli ultimi giorni, ma pare che alle 18 di domani sera ci si debba arrivare arrancando. Sono arrivata a casa loro e il divano mi aveva già sedotta, ma LaGnocca aveva voglia di uscire "ok, ma solo un'oretta, domani si lavora..." diooooo quando mi sento fare questi discorsi mi do noia da sola... ma tant'è. 
E invece abbiamo fatto tardi, ho bevuto il primo mojito della stagione e mi sono ritrovata a cantare prima "quello che le donne non dicono" e poi "donne du du du" al microfono del karaoke. 
E infatti oggi il cielo sulla Terra degli Hobbit è nero, e si lascia andare a diluvi ogni 3x2. 
Finché ero in macchina mi scrive Dany, che mi dice che Alberto è in tv. E mannaggia... sono fuori... 
Ritorno a casa tardi, il rum a cui non sono affatto abituata si fa sentire, il mio stomaco mi fa la classica ramanzina che si fa agli adolescenti discoli, provo a dormire nonostante il tasso di umidità alle stelle e intorno alle due mi arriva il messaggio dell'amica insonne che mi manda un'articolo de La Stampa, dove spicca un gran bel vedere. Stamattina entro in ufficio e la prima telefonata è de LaBionda, bella lei! Che mi ha mandato questa foto qualche giorno fa, e dopo dieci minuti di conversazioni prettamente goderecce ce ne usciamo con un "ma posso farti anche una domanda lavorativa?" E ovviamente, non manca mai l'Altra S. con la sua telefonata a farmi compagnia a colazione. 
Oggi guardo fuori dalla vetrina e ho una bella sensazione di pace addosso. Mi sento fortunata. E mi sento amata. Mi sento amata e coccolata in un modo a cui non riesco a fare l'abitudine, ma che sto imparando a riconoscere, perché ti fa sentire appagata e in compagnia anche quando sei seduta da sola in tram, o in un treno e guardi dal finestrino e sorridi tra te e te anche senza un motivo. Molte delle persone che mi vogliono bene non sono nemmeno così vicine. Anzi. Eppure riesco a sentirle, si fanno sentire. 
Dovrei ricordarmi più spesso di quanto ho. E non è uno di quei pensieri filozen, che a qualcuno potrebbero venire a noia. In realtà è vero. Spesso mi ritrovo a pensare di dovermi comprare un qualcosa di nuovo perché se vado lì allora quella cosa mi farà fare bella figura... nel mio ultimo viaggio a Torino ero in infradito e pantalone della tuta e sono stata coccolata lo stesso. Ieri sera avevo la faccia sbattuta, jeans maglietta e stanchezza, eppure Laura nonostante il tutore al braccio mi ha trascinata a divertirmi. E lo so che potrebbero sembrare cose "banali" cose normali tra amici, quasi all'ordine del giorno. Ma io non riesco a vederle così, li vedo come momenti speciali e unici, che la persona che ho davanti mi regala e quando una persona ti regala il suo tempo, ti mette tra le mani la cosa più preziosa che ha. E non cambia niente il colore della maglietta, o l altezza del tacco: il momento perfetto, la situazione perfetta non esistono! 
Oggi mi sento bene, mi sento fortunata, per le amicizie storiche, per quelle che sto guardando germogliare e chissà che vita avranno. Ma se c è un insegnamento da appuntarsi, il giorno dopo una serata speciale nel suo essere normale, è che alla fine non si giudica e non si viene giudicati dalle apparenze. Bensì dalle assenze. 



2 commenti:

  1. Risposte
    1. oh ma tu guarda!!! ma ciaaaaoooo D&R.
      ogni tua incursione ha un gran bel perché.
      e grazie.

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