venerdì 15 luglio 2016

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Mi riesce solo di essere triste. Mi riesce solo di aver paura. 
Anche se la tristezza me la porto addosso come un'abito che spesso mi sta comodo, la paura la tolgo di fretta, come una maglia troppo stretta o una di quelle di lana che pizzica e mi dà un gran fastidio. 
Tra un po' riparto, questa volta per una vacanza sperata sognata e desiderata. Per una meta diversa più lontana, sempre procrastinata a momenti migliori. Pensavo che i momenti migliori fossero questi. E invece. 
E invece parto lo stesso. Anche se ammetto che l'idea di aeroporto e aereo mi inquietano. Che mi sono ritrovata a pensare che io non so, no posso e non riesco a correre. 
Ecco... è da stamattina che se mi immagino una scena terribile, mi ritrovo a vedermi ferma immobile. O comunque lenta, presa in giro da una sorta di "selezione innaturale"decisa anni fa. Magari domani farò una lavatrice e inizierò a pensare a cosa mettere in borsa. Spero solo di non infilare nessun'ansia da orticaria, nemmeno nel bagaglio a mano. 

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