lunedì 25 luglio 2016

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Metà del mio guardaroba estivo ieri era sul mio letto. Con supervisione di Melli, ovviamente.
"Questo lo porto, questo lo lascio... Questo è da stirare... Maaaaammmaaaaa... posso portare da te che c ho il ferro rotto?". Domenica soft. E' così che funziona. Quando cominci a preparare la valigia non è solo scegliere cosa prendere, ma scatenare l'immaginazione. Studi l'abbinamento, ti immagini la situazione e l'umore, perché per mettere una cosa al posto di un'altra devi essere di quell'umore lì. In valigia non ci finiscono solo abiti e costumi. Ci finiscono anche le speranze, e le aspettative di qualcosa che sia capace di sorprenderti e dare una svolta. Anche se si sa che si è artefici di noi stessi e via dicendo. Ma è innegabile che certe sorprese ti facciano felice. Ecco perché ti piace farle. Ecco perché quando vorresti te ne regalassero almeno una, e passi tra l indifferenza e il "ho altro da fare", ci soffri. Bontà di cuore di chi hai davanti capirlo.
Pochi giorni e si parte, per una vacanza "vera" quella che non fai da anni. Quella che hai sognato per anni, con l'amica pazza, quella che può avere la tempesta intorno ma ti telefona ridendo. Quella che ti ha commosso con una sorpresa per il tuo compleanno che "i 40 anni capitano una volta eh". Abbiamo deciso di organizzare nulla. Così da farci sorprendere anche lì. Come dire, partiamo all'avventura e affidiamoci alla vita.
Si parte verso il mare, verso il sole accecante, verso nuove amicizie, verso qualcosa che non sappiamo ma che già a guardarci scoppiamo a ridere. Partiamo così. E per ora mi sembra un bel partire.

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