giovedì 9 giugno 2016

Al di là del muro...

Una delle cose che amo ripetermi, perché ci credo, è che: se non si prova non si sa. Non è un mantra che applichi a tutto, ci sono cose che non vale la pena di provare, non mi interessa provare e via discorrendo. Ma ci sono altre cose che ti lasciano lì perplessa, a fare i conti con il più classico del "vorrei non vorrei ma se vuoi". Ieri sera mi sono accorta che la mente andava in loop, piegata su se stessa e un pensiero del tutto sciocco se vogliamo, e che comunque non avrebbe dovuto occuparmi più di mezz'ora. Mi ci sono arrovellata tutto il giorno. Stamattina, in piena epifania, mi sono data una risposta, trovata la soluzione, e messa in opera. Pensiero archiviato in sei minuti e profonda soddisfazione. 
Ho la stessa sensazione quando scrivo qualcosa di buono. Se è un post mi dura poco, ma se è un racconto, ad esempio, su cui ho speso diverse ore ed energie, questo benessere mi si protrae per giorni. Mi piace. Benché sia la prima a dirmi che non mi capita così spesso. Soprattutto perché non lo faccio così spesso. Leggendo stamattina il post di un caro amico, mi sono accorta che mi entusiasmo molto per i lavoro altrui, per le idee altrui.
Meno per le mie.
Ci giocherello un po', come fanno i gatti con le palline di plastica, per alcuni momenti le trovo quasi divertenti. Poi le dimentico quasi annoiata. O forse, per meglio dire, poco convinta. Convivo con l idea che ci sia qualcuno che ha già "scritto diretto interpretato" meglio di me. Parafrasando il buon Fossati. 
La verità in realtà è un'altra. Fintanto che si scrive per sé stessi o in un blog fantasma, è come restare al sicuro dentro la propria confort zone.
Decidere di lasciare andare il proprio "bimbo di carta", come l ha chiamato ieri una cara amica, è accettare l idea che ti possano dire "no, non vale". O peggio "no, TU non vali". Del resto non sarebbe nemmeno la prima volta. 
E allora c è da chiedersi, è meglio restare nel limbo di un sogno coltivato, dove tutto ancora potrebbe essere ma di fatto non è, o correre il rischio di realizzarlo quel sogno. E scoprire cosa c è al di là di quel muro. Fosse anche una sconfitta, e l'idea di cercare un altro sogno da rincorrere? 

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