giovedì 5 maggio 2016

Di Morghi, di sensi di colpa, di code e sorrisi...

Qualcuno un giorno ha detto che il dolore si muove a onde.
Ci sono momenti in cui ti coglie, così a tradimento. Colpisce alle spalle. Specie la sera, quando si è più stanchi, le difese abbassate. Quando il buio diventa sinonimo di ansia e paura.
Quando ti scopri a ridere. E poi ti senti in colpa perché non vorresti pensare di aver dimenticato troppo in fretta. Ma non hai dimenticato. Semplicemente hai ancora vita intorno, e quando la Melli ti schiaffa la coda in faccia mentre cerchi di fotografarla, non riesci a scoppiare a ridere come una scema.
Il dolore ha un metro di misura? è una bilancia che pesa l'amore investito? O forse anche smettere di soffrire, e lasciare andare è un modo di amare? si lascia andare il dolore, si trattengono nel cuore i bei ricordi, quelli che fanno sorridere con nostalgia. Non ci si preoccupa di far scorrere le lacrime, quando vengono. Ma forse colpevolizzarsi perché si guarda avanti è sbagliato. Ho un bruttissimo livido al ginocchio gigio. Uno scontro semi frontale con il carrello della spesa pilotato da mamma. La botta cambia colore ogni giorno, e finirà per sparire. Il dolore dell'anima credo funzioni nello stesso modo. Cambia colore un po' ogni giorno. Non significa che faccia meno male, non significa dimenticare. Significa, forse, imparare a convivere con un cambiamento. Forse dovrei semplicemente smettere di richiamare alla mente i momenti in cui l'accarezzavo per l'ultima volta, e riprendermi e tenermi stretti tutti in momenti in cui l'accarezzavo fino a farmi mordere per gioco. Forse è questo il vero passo avanti. Svestire i panni del lutto, smettere di dirsi che si sarebbe potuto fare diversamente, perché se fosse vero, lo si sarebbe fatto, e credere che l'aver agito di pancia sia stata la scelta migliore perché quella dettata dall'istinto. Accarezzare foto e sorrisi, lasciarsi cullare dalla malinconia quando si penserà ancora di vederla dormire nel letto e lì non ci sarà. Ma continuare a vivere, ridere e sorridere. Perché se è vero che i gatti hanno nove vite, allora vuol dire che Morgana ha solo cambiato dimensione, ma si sta godendo altrove, la sua seconda. Praticamente, è ancora una pupetta...

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