martedì 29 marzo 2016

sgrunt

Rosi l'altro giorno mi ha detto che io non sono acida. O meglio, non lo sono sempre. E' che mi riesce piuttosto spontaneo e naturale simularlo. Che secondo me è la stessa cosa. 
E infatti oggi non è che sia proprio a cuor leggero, anzi, ci sono pensieri non meglio identificati, o forse sì, che se stuzzicati potrebbero rendermi irritabile. Ci sono post che ho letto in giro che mi fanno cadere le braccia e venire il veleno. Non parliamo del fatto che cerco di passare radente al muro senza incrociare lo specchio che è meglio... più che fiorire le gardenie, qui fiorisce la panza. 
Non ultimo ieri, mentre cercavo di dare un senso all'armadio, che senso proprio non ne aveva, analizzavo il mio rapporto con la scrittura, con l'ambizione, e i miei desideri. 
E poi le aspettative, brutta cosa le aspettative. Però se vogliamo si incrociano spesso con i desideri, e non è sempre facile intuirne il confine, piuttosto labile a volerla dire tutta. Insomma, mi sento come mi sentivo aprendo il quaderno davanti ad un espressione di matematica, con tutte e tre le parentesi, con frazioni, radici quadre, e incognite. Soprattutto incognite e di più di un tipo, per giunta. Ecco, proprio quella faccia lì. 
E non so mica se sia un buon segno. 


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