giovedì 5 novembre 2015

L'amore non è un dare - avere. 
Si ama e basta. 

"Sai perché parlo sempre di te ai miei amici..." cantava Irene Grandi qualche tempo fa. 
Parlo di te in continuazione, mi rendo conto. Parlo di te perché è un modo di percepirti. Perché cerco in loro risposte rassicuranti a domande che, ancora, non ho il coraggio di farti. E mi ci aggrappo. Con la caparbietà della speranza che questo non sia l'ennesimo viaggio a vuoto. 
Mi rendo conto di volere un posto nella tua vita. Volere per me quello al tuo fianco, come quando camminiamo sotto i portici e ti tengo il braccio. E sento però che non è il momento di chiedertelo. Non è il momento di parlarne. Forse ci sono già, paradossalmente, ma non ne ho certezza alcuna. Mio Fratello mi scrive: "Oggi come oggi cerca di vivere come pollicino, trova le molliche di pane e segue la strada, ecco mangia le molliche segui la strada senza chiederti oggi dove porta , ma gustati dove è possibile metro per metro ....mollica per mollica ...". E al momento mi sembra la cosa più saggia da fare. Che di caos nella tua vita ce n è che basta. 
Però ci sono giorni come questo, dove leggo il tuo lavoro, ho il privilegio di riconoscerne i retroscena, e mi sento così fiera, e orgogliosa di chi tu sia. Dei valori nei quali vivi e che non ti hanno fatto scendere a compromessi. E ti è costato. Lo so che ti è costato ma sei rimasto lì, fedele ad un ideale forse, dai più calpestato per carattere o per denaro. Ti vedo diverso dalla massa e ti riconosco. E non è che sia semplice da spiegare a parole, ma quando la sento questa nobiltà d'animo, questa correttezza portata avanti al di sopra di tutto, sono così dannatamente fiera di te... 

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