venerdì 16 ottobre 2015

Di satelliti e di orbite

Ci mi conosce lo sa. 
Il mio manuale della perfetta seduttrice si è suicidato nel 1992 gettandosi nel microonde e attivando la funzione crisp. 
Passo da picchi di autostimayea da far invidia alle Tre Cime di Lavaredo, a momenti Calimero, degni della Fossa delle Marianne. Ma visto che non è mai troppo tardi per imparare, sto imparando. Poco per volta, ogni giorno aggiungo un tassello, e ad essere sincera non faccio tutto da sola, ho la fortuna di avere chi armato di santa pazienza, si mette lì e mi sbroglia la matassa informe di pensieri. 
In questi giorni che, alle prese con un viaggio imminente, mi tormentavo con il classico dilemma che affligge ogni donna (single soprattutto): "come mi vesto?", ho capito che alla fine la prima persona che volevo soddisfare era me stessa. Non stavo proiettando, come spesso accade, la mia immagine sui pensieri altrui, bensì armeggiavo con la mia immagine, quella che io ho di me, e non mi soddisfaceva. E ho scoperto che molto spesso (quasi sempre), il problema consiste in questo ragionamento "ma sì dai, prendo questa cosa che è pratica e comoda, mi va bene per casa e per l'ufficio e bon" senza considerare che la vita è pure qualcosa di alternativo a "casa ufficio e bon". Che quando ti bussano alla porta delle possibilità ci si ritrova completamente impreparate. Solo pigrizia? Solo comodità? In realtà no. 
E' disillusione. 
Hai collezionato così tante fregature che ormai nemmeno ti scomponi più. Una vocetta ti sibila di sottofondo "ma perché metterci così tanto impegno? tanto finirà come le altre volte, con un niente di fatto, e tu ti sentirai di nuovo ancora più cretina dell'ultima volta, per averci creduto ancora. Lascia fare a chi ne sa, e parcheggiati sul divano che almeno da lì non si cade". 
Mentalità del satellite: esisto solo nel momento in cui tu, pianeta, ti accorgi del mio svolazzarti intorno e faccio di tutto per farmi notare. E se nel mio turbinare ti capita di girarti dall'altra parte la tua gravità non mi sostiene più. 
La soluzione è solo una. Diventare a mia volta un pianeta, con una gravità che mi permetta di muovermi e sostenermi indipendentemente dallo sguardo altrui. Cosa che per l'80% del mio vivere c è già. Entra in crisi solo quando si mette in discussione quel nucleo nascosto che è il cuore... 


2 commenti:

  1. Risposte
    1. hai visto che quando accendo due neuroni per volta, qualcosa comprendo?! :)

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