martedì 18 novembre 2014

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Ci sono quei giorni. 
Quello in cui tutto sembra rallentare così tanto da fermarsi quasi. E tu rallenti insieme al resto, anche il tuo cuore adegua il battito, più lento più basso, quasi non lo senti. 
Salvo poi ricominciare a correre, a cercare di recuperare il suo tempo, che è un tempo che ancora sfugge ancora persino a te, e allora la pressione si alza, ti scoppia la testa e il tuo corpo si ribella alla stasi dandoti scossoni dolorosi. 
Giorni in cui i pensieri si affollano, uno sull'altro come durante una partita di rugby, e hai voglia tu a metterti lì a dire "no ragazzi con calma, uno alla volta". Nemmeno scrivere ti aiuta, perché rotolano fino alla punta della penna e la calligrafia si contorce in ghirigori illeggibili.

Ci sono quei giorni.
E allora per fortuna oggi è uno degli altri giorni, quelli in cui il sole ha deciso di uscirsene a fare due passi, tutto intorno riscopre di avere dei colori ben diversi dal grigio cupo e bagnato di quei giorni, e pensi che forse oggi ti puoi concedere due passi insieme a quel sole, lasciare l'ombrello in macchina e i capelli sciolti. Un giorno senza troppo pensare, un giorno di silenzio che sappia di calma. Mandi i pensieri negli spogliatoi, per la fine del primo tempo e ce li chiudi dentro. La chiave la tieni in tasca, che tanto sai prima o poi dovrai deciderti a farli uscire e affrontarli uno alla volta. Ma per oggi ci sono i due passi nel sole, c è nell'aria profumo di caffè e l'idea di chiacchiere leggere. 

Oggi è uno degli altri giorni. 

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