giovedì 24 luglio 2014

Gandhi sulla questione Palestinese

Ho ricevuto numerose lettere in cui mi si chiede di esprimere il 
mio parere sulla controversia tra arabi ed ebrei in Palestina e 
sulla persecuzione degli ebrei in Germania. Non e' senza 
esitazione che mi arrischio a dare un giudizio su problemi tanto 
spinosi." 



Le mie simpatie vanno tutte agli ebrei. In Sud Africa sono stato 
in stretti rapporti con molti ebrei. Alcuni di questi sono 
divenuti miei intimi amici. Attraverso questi amici ho appreso 
molte cose sulla multisecolare persecuzione di cui gli ebrei 
sono stati oggetto.[.......].
Ma la simpatia che nutro per gli ebrei non mi chiude gli occhi 
alla giustizia. La rivendicazione degli ebrei di un territorio 
nazionale non mi pare giusta. A sostegno di tale rivendicazione 
viene invocata la Bibbia e la tenacia con cui gli ebrei hanno 
sempre agognato il ritorno in Palestina. Perche', come gli altri 
popoli della terra, gli ebrei non dovrebbero fare la loro patria 
del Paese dove sono nati e dove si guadagnano da vivere?

La Palestina appartiene agli arabi come l'Inghilterra appartiene 
agli inglesi e la Francia appartiene ai francesi. È ingiusto e 
disumano imporre agli arabi la presenza degli ebrei. Cio' che 
sta avvenendo oggi in Palestina non puo' esser giustificato da 
nessun principio morale. I mandati non hanno alcun valore, 
tranne quello conferito loro dall'ultima guerra. Sarebbe 
chiaramente un crimine contro l'umanita' costringere gli 
orgogliosi arabi a restituire in parte o interamente la 
Palestina agli ebrei come loro territorio nazionale. La cosa 
corretta e' di pretendere un trattamento giusto per gli ebrei, 
dovunque siano nati o si trovino. Gli ebrei nati in Francia sono 
francesi esattamente come sono francesi i cristiani nati in 
Francia. Se gli ebrei sostengono di non avere altra patria che 
la Palestina, sono disposti ad essere cacciati dalle altre parti 
del mondo in cui risiedono? Oppure vogliono una doppia patria in 
cui stabilirsi a loro piacimento?

[...]

Sono convinto che gli ebrei stanno agendo ingiustamente. La 
Palestina biblica non e' un'entita' geografica. Essa deve 
trovarsi nei loro cuori. Ma messo anche che essi considerino la 
terra di Palestina come loro patria, e' ingiusto entrare in essa 
facendosi scudo dei fucili . Un'azione religiosa non puo' 
essere compiuta con l'aiuto delle baionette e delle bombe (oltre tutto 
altrui). Gli 
ebrei possono stabilirsi in Palestina soltanto col consenso 
degli arabi.

[...]

Non intendo difendere gli eccessi commessi dagli arabi. Vorrei 
che essi avessero scelto il metodo della nonviolenza per 
resistere contro quella che giustamente considerano 
un'aggressione del loro Paese. Ma in base ai 
canoni universalmente accettati del giusto e dell'ingiusto, non 
puo' essere detto niente contro la resistenza degli arabi di 
fronte alle preponderanti forze avversarie." 

(M. K. Gandhi, Harijan, 26 gennaio 1938)

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