giovedì 20 febbraio 2014

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E' una di quelle cose che, anche se non ti tocca in modo diretto, e te la senti solo raccontare, ti fa venire la pelle d'oca. 
F. ha poco più di 40 anni, abita da sola ed è una collega di L. La Gnocca. 
Lunedì non si sente troppo bene, l accompagnano a casa e lunedì sera manda un messaggio ad un altra collega dicendo che sta un po' meglio... Ieri mattina la trovano senza vita sul divano, dove aveva ancora il cell vicino e una svariata gamma di chiamate senza risposta. 
Io F. non la conoscevo. Ma solo a sentirla raccontare questa storia mi sono venuti i brividi. Come se ce ne fosse ancora bisogno, l ennesima dimostrazione di quanto fragili siamo. Era un pensiero che avevo molto più forte qualche anno fa, come ogni reduce da incidente. Poi la vita ricomincia a scorrere nei suoi binari e, giustamente se vogliamo, ci pensi meno. Quasi più. Non puoi vivere sempre ogni giorno come se fosse l'ultimo. E' una bella frase da aforisma, ma non si può reggere quotidianamente uno stress così forte. Però... Però si potrebbero ridimensionare tante cose, tante paturnie inutili, riconquistare la bellezza di guardare certe cose con stupore. La capacità di sorprenderci, stupirci. E' sconvolgente pensare di mandare un sms e poi appoggiare il telefono e chiudere gli occhi. E non esserci più. Tutto ciò che era sogno, vita, pensieri, amore, desideri, delusioni anche, forse un cassetto di rimorsi o peggio di rimpianti. Il vuoto. Solo una casa che qualcuno sarà costretto tra mille domande e dolore a svuotare. 
Siamo qui che aspettiamo. Aspettiamo di dimagrire per comprarci quel paio di jeans. Aspettiamo di vedere se è la persona giusta per dirle che le vogliamo bene. Aspettiamo il momento propizio per. Aspettiamo. Rimandiamo la telefonata, tanto magari domani ho più tempo per dire, per fare. Alle volte ho la sensazione che si passi il tempo a rincorrere le cose sbagliate. Ci facciamo prendere da mille paure, alziamo muri e paletti perché pensiamo che così staremo più tranquilli, soffriremo meno forse. Avremo il lusso di correre meno rischi. Eppure, come leggo da D&R il solo vero (terribile) rischio che si corre nella vita è quello di non correre nessun rischio. 
Dio mio Ragazzi, viviamo. Viviamo le emozioni, la gioie e anche i dolori. Impariamo a Sentirle le cose. Non facciamoci assorbire dal potere oscuro del dare tutto per scontato, prima di tutto il tempo. Perché il tempo non è l orologio che portiamo al polso. Il tempo vero è quello che ricordiamo, che ci fa sorridere tra noi con quella faccia da ebete e scuotere la testa. Il tempo vero è quello che spendiamo a guardare nostro figlio che dorme, il nostro compagno che attacca una mensola che aspettavamo da tempo e per cui gli abbiamo rotto le palle allo sfinimento, ma è sabato e lui sta lì e lo fa. E' il tempo che vostra moglie ha investito per farvi il vostro piatto preferito, come dice il film Into The Wild "la felicità è reale solo quando è condivisa". Facciamo un favore a noi stessi, mettiamo giù quel ca**o di cellulare, prendiamo la macchina e andiamoci fisicamente a trovare l amico, l amica. Prendiamoci cura di noi stessi, del nostro tempo. Di chi abbiamo accanto. E non perché potrebbe essere l ultimo giorno. Ma perché è semplicemente bello farlo... 

On Air: Voglio Vivere - Nomadi 

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