mercoledì 12 giugno 2013

La posta del cuore...

Oggi leggevo: Certo che merito qualcosa… amare è “qualcosa”! Sentirmi felice, sorridere mio malgrado, sentire il vento nello stomaco… sentire che potrei fare qualsiasi cosa per lui, anche una follia… Sentire che è nella mia testa e nel mio sangue e che circola nel mio corpo spadroneggiando… e adorare queste sensazioni perché mi fanno sentire viva e donna. C’è un prezzo da pagare, ne ho coscienza, a volte sono a pezzi, insicura e febbricitante, con la paura di perderlo, con la paura che il bel gioco sia finito, ad aspettare come una cretina un gesto che non arriva finché la rabbia e la delusione mi invadono scorticandomi…”
C’è da pensare. O meglio. Mi ha fatta pensare questa frase. Soprattutto nella parte “c’è un prezzo da pagare, ne ho coscienza, alle volte sono a pezzi…” ecc. e io mi sono chiesta: ma perché? Ma per chi?
Per avere le farfalle nella pancia, ammesso e non concesso siano frutto dell’amorrre e non degli arancini di Adelina, non per sentirmi “amata” (in queste parole chi scrive non parla di sentimento ricevuto, bensì solo per quello dato) per il "privilegio" di “amare” la contropartita è un dolore alle volte atroce.
Ma dove sta scritto? Mi piacerebbe il punto di vista di un uomo, perché noi donne si cresce con questa cosa delle fiabe che per essere trovate dal principe azzurro dobbiamo mangiarci mele avvelenate, trapassarci con un fuso e dormire secoli, diventare colf di un trio di megere, rinunciare a code e voci... insomma. Un branco di sfigate. 
Ma perché deve essere così anche fuori dalle favole? Perché l’amore per la maggior parte delle donne, per giungere al suo trionfo dovrebbe farci pagare un prezzo? E il prezzo è il fatto che il lui di turno spesso non chiami, non scriva, ci tenga sulla corda, arrivi e si conceda così, calandosi un po’ dall’alto con scuse tipo “nel fragore dei miei assordanti silenzi, in questo dolore che mi attanaglia i pensieri, non mi riusciva proprio a volgere il guardo su di te, mia musa, mia consolatrice… la vita mi opprime ma è il pensiero/ricordo della tua grazia* (*non tutti la chiamano marmotta n.d.A.) a permettermi di volgere ancora uno sguardo, se pur di sfuggita al futuro”. 
A livelli più pratici ti scrive un sms più simile a “scusa, sono impegnato, ti chiamo tra un po’ appena mi libero. Stai serena”. E quel “tra un po’” è un unità di tempo in assetto variabile tra i cinque minuti e il mese e mezzo. E noi non è che ci venga mai da pensare “è uno stronzo”. Pensiamo: “poverino… ha dei problemi così… così… profondi e complessi che non mi vuole turbare, mi preserva dal suo stesso dolore… lo porta con sé… in fondo al suo cuore pur di non farmi soffrire a mia volta…” quando il più delle volte ha semplicemente finito la ricarica del cellulare.

Perché?
Perché poi, siamo pure di memoria corta… basta che lui sorrida, ci dica due parole in croce e tac… lo vedi? A modo suo ma mi ama. E giù di brodo di giuggiole.  
A modo suo quale? In corrente alternata? E ce lo facciamo bastare! 
C’è stato un tempo in cui, per usare le parole del Fratellone, io ero il burro fuso della coppia. Quello che viene assorbito dal pane, e assume la forma della fetta che l assorbe. Non ha più una forma propria. Vivevo in funzione di.
Poi ho incontrato una Persona che mi ha stupita. E riesce tutt’ora a sorprendermi: non si nega al telefono. Risponde quasi sempre. E se non può farlo manda un messaggio specificando perché e dice quando richiamerà. E non tarda “quasi mai”. (che poi… sarebbe pure alla base di quella che si chiama “Buona Educazione” concetto assai vintage, ultimamente).
Nel tempo che ha condiviso il suo cammino con me, Lui non ha mai dato per scontato che io fossi lì ad aspettare un suo cenno. Mi ha sempre preceduta. Questa Persona lo fa anche oggi, con modalità diverse, anche se la situazione è cambiata.  Quindi, le persone in grado di “dare” di metterti al centro del loro universo ci sono. Esistono. E se ripenso a quel/questo periodo, io ho la sicurezza di non aver dovuto scalare il Cornela per fargli capire che “meritavo” il suo amore. Mi ha fatta sentire amata, io ho amato lui e bon. Non c ho trovato (e non ci trovo) nulla di particolarmente faticoso, non ho dovuto superare un esame per capire se “meritavo” le sue attenzioni. E io non l ho mai “messo alla prova”. (più spesso gli ho rotto le palle ma è nella mia indole, ormai se n è fatto una ragione).
Mi si scrive ancoraForse non mi merita, è probabile, forse non mi ama altrettanto… come posso pesare e misurare i sentimenti di un’altra persona?” Pare brutto… ma secondo me si può, e si deve, soprattutto. Si misura con i fatti. Quelli che dovrebbero seguire alle parole. Si fa presto a dire Ti Amo. È tutto quello che c è dopo che fa la differenza, e spesso è complicato. Indipendentemente dal rapporto che si ha. Secondo me sono i fatti. E non parlo di gesti plateali, parlo di dare corrispondenza a ciò che si dice con ciò che si fa. E le persone che non ci danno le attenzioni (il minimo sindacale per lo meno), che nonostante sappiano quando ci faccia male l indifferenza non spostano un minimo il loro atteggiamento, si devono chiudere fuori. 
Non è un sintomo di egoismo, è un sintomo di amor proprio. Secondo me.


Insomma… le mie domande sono:
  • ·      Anche lor signori si arrovellano su questi pensieri?
  • ·  Perché non chiamiamo le cose con il loro nome, cioè perché ci ostiniamo giustificare un tizio dicendo che è sofferente complesso e problematico, quando in realtà è semplicemente stronzo?

17 commenti:

  1. non credevo che l'omino della pizza e della fabbrica dei cani t'avesse potuto lasciare in queste condizioni...
    ;)

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    1. ahahahahahhahahahahaha ma nooooooo!!! proprio tuuuu Brunoooo così mi liquidi!!!
      io che volgea lo sguardo su di te con animata speranza in riscontro e conforto...

      comunque no, l omuncolo della pizza ha lasciato un segno appena più leggero di un remo nell acqua.
      (oggi sono metaforica)

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    2. ok, ti dico la mia, e mi assumo tutta la responsabilità.

      "c’è un prezzo da pagare, ne ho coscienza, alle volte sono a pezzi…".
      come la pizza. Più è condita più e gustosa, la sbrani se hai fame, la digerisci e poi la espelli.
      ci sono molte persone/pizza. Si fanno fare a pezzi e sbranare. E alla fine resta solo il cartone per la differenziata.

      "per essere trovate dal principe azzurro dobbiamo mangiarci mele avvelenate".
      Vero, se cercate il principe azzurro che vive nelle favole o nei talk di Maria de Filippi. Ci sono molte persone per bene che rimangono sole perchè non sanno vendersi bene e di azzurro hanno solo la mutanda liabel. Il bello e tenebroso di solito è stronzo, cara mia, perchè tenebroso.

      "come posso pesare e misurare i sentimenti di un’altra persona"?
      Mi9surare il sentimento di un'altra persona non è molto difficile. In ogni caso, verifica durante i preliminari o la domenica pomeriggio, quando c'è il derby, sempre ai preliminari.

      Lo stronzo è stronzo. La stronza è stronza.
      L'amour c'est l'amour...
      La sfiga è sfiga...
      Il cavalluccio marino si chiama ippocampo.
      Le piccole perdite si chiamano incontinenza.
      Le piacevolmente robuste si chiamano obese.
      E' vero, bisogna chiamare le cose e le persone col loro nome. Sono d'accordissimo.
      Di solito i "problematici", sono un po' istrionici, isterici, chiamali come vuoi, hanno bisogno di essere adorati, fanno la scena per farti capire che di te non gliene frega nulla ma siccome non vogliono perdere l'occasione di una scop erta, ti lasciano in sospeso...che in tempi di carestia...ogni pirtuso è putìa, come si dice dalle mie parti.

      I problematici o pseudoproblematici gratificano la Croce Rossa che c'è soprattutto in VOI ma poi, dopo la scop erta e il conseguente mantra "io ti ho capito, ti capisco, poverino, solo io ti capisco, ti salverò, sono sicura che mi ami", li trovi a sbevazzare al bar del centro mentre tu sei lì a sbattergli lo zabaione, poverino, che è pure tanto magro ultimamente....

      "le persone in grado di “dare” di metterti al centro del loro universo ci sono".
      Poverine. Sì, provo un po' pena per loro. Mica è detto che se uno ama un'altra persona la deve mettere al centro dell'universo! Un uomo che mette al centro dell'universo la sua lei rischia di diventare una sorta di devoto della madonna in attesa di una sua apparizione. Non è raro trovare uomini letteralmente soggiogati, preda delle loro compagne, incontentabili, sempre scontente e mooolto logorroiche, delle vere "sante".
      Essere al centro dell'universo significa anche ricevere, mentre sei dal parrucchiere per la tua unica ora libera della settimana la classica telefonata: cara, mia adorata, sono in crisi, ti prendo il Cioccolino o il Vernel?
      E poi, detto tra noi, essere al centro dell'universo è una gran responsabilità per l'ecosistema.

      Morale della favola: Bisogna imparare a non elemosinare affetto e attenzioni. E' una cosa terribile elemosinare l'affetto. Bisognerebbe essere un po' stronzi anche noi.
      Il questuante (bella parola "questuante") non ha sesso, comunque, e ha un gran bisogno insoddisfatto.
      Bisogno di che? D'amore naturalmente.
      Solo che non l'ha mai vissuto come veramente tale.
      Un misero cenno d'attenzione, un tic nervoso scambiato per uno sguardo d'intesa, un bacio secco buttato lì per caso, una carezza cartavetrata quando meno te l'aspetti diventa la favola, il sentimento eterno, la svolta.
      Che tristess....



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    3. oh... adesso mi dai soddisfazione.
      insomma... hai descritto, meglio di me, l idea che mi ero fatta ascoltando e leggendo la persona autrice di quelle righe.
      solo che se provo ad accennare al fatto che "ma siccome non vogliono perdere l'occasione di una scop erta, ti lasciano in sospeso...che in tempi di carestia...ogni pirtuso è putìa, come si dice dalle mie parti" (o "ogni buso fa trincea" da queste) mi risponde "tu non capisci... c è un legame profondo e incomprensibile agli occhi del mondo che solo io e lui siamo in grado di interpretare"...

      insomma... siamo belli perché (a)vari(ati)...

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    4. Ho bisogno di un aiuto a capire... Pirtuso e Putia; buso e trincea, da una l'arte sembra un'attivita commerciale, dall'altra una guerra!!!! Ahahahahahah!!!

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    5. sì, in effetti è un'arte :)

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  2. Ho una mia opinione sul perchè siamo così abelinate a volte: ci rovinano i film, le fiabe, le canzoni, e quella serie di stereotipi sull'"ammore" che ci raccontiamo da ragazzine, che non riusciamo a riconoscere come balle (ti lascio perchè ti amo troppo, cose così).
    E sì, bisogna amare e rispettare se stesse un po' di più, e questa cosa non ce la insegna mai nessuno.
    Attendo anche io fiduciosa il parere di lorsignori.

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  3. Dunque, io sono un lorsignore... E devo dire che non ho ben capito dove stai andando a parare, cioè, ribaltiamo la seconda domanda; invertendo pure i ruoli.
    Lei è stronza e si comporta male con me o sta passando un brutto periodo e le attenzioni sono concentrate su di lei e mi trascura? (L'ho addolcita un po')
    Sicuramente i fatti dimostrano l'esecuzione dei propositi verbalizzati e possono coincidere o divergere parecchio, e se è un comportamento seriale, protratto in un arco di tempo abbastanza lungo ( ognuno trovi la sua misura) che non accenna a cambiamenti e porta frustrazione: è una stronza.
    Per quanto riguarda la Cenerentola, la Biancaneve ecc ecc non riesco bene a comprendere il tuo pensiero, sembra che tu voglia dire che siete condizionate a giustificare e annullarvi davanti al maschio per una abitudine sociale?
    Mi piace la parola "musa" e condivido il pensiero che ci debba essere un equilibrio tra dare e ricevere che riempia il vuoto a tutti e due. Piu difficile quantificare e definire il comportamento "giusto" nella coppia, forse se porta leggerezza, serenità, fa stare bene, gratifica entrambi ed è quindii sinonimo di libertà, crescita, rispetto, individuale e anche di vita condivisa, allora potremmo pensare ad una piacevole e gratificante relazione.
    Non so se ti ho risposto, ma ho sentito molte emozioni sparate ad altezza "uomo" ed è stato difficile interpretarle, per me.

    Bacioni a tutte le cenerentole. -scherzo non mi linciate- ;)

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    1. Ciao Enrico,
      cerco di spiegarmi un po' meglio. non scrivevo di periodi particolari. ci può essere per svariati motivi, un periodo di tempo in cui uno dei due è sotto pressione e quindi meno propenso alle moine e più asciutto o acido nelle risposte. sono sempre dell idea che il rispetto e la buona educazione siano alla base dei rapporti, ma se oggi ho uno scazzo e rispondo male e la persona che ho davanti sa che ho avuto una giornata da paura, mi farà notare la cosa ma avrà pure pazienza, credo.
      parlavo proprio di un atteggiamento. quello di una persona che, come te lo posso dire... se la tira. tu sei lì che pendi dalle sue labbra e questa pare che ogni volta ti rivolge la parola sia una grazia nei tuoi confronti, una concessione. la mia curiosità è se anche voi uomini quando una donna si comporta in questo modo, (dice che chiama e non lo fa, e quando lo fa vi liquida in due parole e via dicendo) siete lì in adorazione (come l autrice di quelle righe) o se siete più spicci e la mandate a quel paese senza pensarci più del dovuto. ma soprattutto senza farvi seghe mentali del tipo "eh no... ma forse non me la merito..."

      riguardo a Cenerentola & Co. non è che sembra. è così. e non solo nelle favole, non serve andare a leggere le favolette. basta guardare le nonne di casa, o in certi casi le nostre madri. insomma... non è una favola che la donna sia cresciuta con l idea nel dna che donna=marito casa figli. la donna è sempre stata relegata dalla società in un ruolo di sottomissione. infatti nei casi più eclatanti, drammatici, di ribellione, ecco che partono le botte e non solo. ma non volevo arrivare a questo concetto così "forte". volevo mantenere il piano "leggero della storia" come dice Cincia: guarda i film. principe azzurro o impiegato, un uomo quando è innamorato magari ci pensa... è titubante... va in crisi, ma poi arriva sotto casa di lei e le dice parole meravigliose e lei cade come un pero nelle sue braccia.
      nella vita reale... MA QUANDO MAIIII???? dove sono finiti gli uomini romantici, quelli capaci di stupire, quelli che sanno esserci?

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    2. Non voglio inventarmi o trovare scuse, e ora capisco di cosa stai blaterando. Io sono molto sensibile e romantico, ma allo stesso tempo anche cinico e pronto a non condividere i miei sentimenti per paura di essere ferito.
      Non dico che sia una responsabilità di altri il mio comportamento, però se trovo una persona con cui, giocare con le parole e avvicinarla, con ironia, rispetto e sensibilità è molto più facile. Quello che voglio dirti che anche nel ruolo femminile spesso, molto spesso, il romanticismo che desiderano è un'orpello, una necessitá perchè l'uomo deve essere romantico, mentre nella realtà non gli interessa niente, anzi se incontri la "valchiria" di turno è capace che vieni pure indicato come uno poco "maschio".
      Lo so è difficile trovare quello che si cerca, l'importante è avere le idee chiare.

      Baci ;)

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  4. In un post precedente ho parlato dell'attesa del principe azzurro e mi avete quasi divorata....il mio principe azzurro altro non era che un uomo "ideale" per ciascuna di noi, con i suoi pregi e difetti, ma che per prima cosa abbia rispetto della partner. Rispetto...rispetto dei sentimenti, nei gesti, nelle attenzioni, che risponda al telefono senza sbuffare se lo chiamo per darsi un tono con amici e colleghi, che mi ritenga parte della sua vita e non la sua vita.
    Andiamo al discorso di cui al post ....avete parlato delle nostre madri...erano altri tempi, altre donne...non si parlava di scop..erte ...per arrivare al sodo gli uomini dovevano perlomeno arrivare a un fidanzamento o al matrimonio...Ora siamo emancipate: ci comportiamo come gli uomini, siamo molto disponibili ( e non parlo solo di sesso), ma vorremmo essere trattate come le nostre nonne...ieri ho ascoltato la telefonata di un collega all'amante...di che colore hai l'intimo....ma vi immaginate come avrebbe risposto una donna 50..40 anni fa? una sberla monumentale! ora ridiamo...se ci sono in giro anche questi "uomini"...è perchè glielo abbiamo permesso.
    Esistono anche, per fortuna, le eccezioni...
    grazie per lo spazio ciao

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    1. Ciao "Anonima", personalmente credo di non aver divorato nessuno (sono a dieta più o meno dalla 5a elementare) credo che la frase che, parlo per me almeno, animò un po' gli spirito fosse "ma hanno ancora la speranza di trovare l'anima gemella che lavi loro i calzini e dia un pò di sollievo alla loro solitudine". perché la trovo abbastanza triste. ma sono punti di vista.

      veniamo a noi...
      io ho citato madri e nonne come donne cresciute con la mentalità di restare al margine. mia nonna quando ho compiuto 14 anni mi ha detto "siamo nate donne siamo fatte per soffrire" (grazie a Dio mia madre ha risposto "e sti cazzi" o qualcosa di simile. e sono cresciuta diversamente da quell'impostazione.
      io non ho mai detto che vorrei essere trattata come una donna di 50 anni fa.
      nel contempo, sono felice che le donne prima di me abbiano lottato e abbiano permesso a me di essere per certi versi emancipata. di potermi permette di fare scop...erte anche senza essere sposata! sia lode al cielo!
      e non parlo solo di sesso. ovviamente.

      sai, per controparte, non mi scandalizzo se la persona che amo (amante è participio presente del verbo amare, significa colei/colui che ama, mi piace ricordarlo) mi chiede di che colore è la mia biancheria, potrei pure rispondere "vieni qui e controlla di persona" che si sa, certi fanno un tal casino con i colori, vai tu a spiegare un color tortora com è... il giocare in un rapporto ci sta. il ridere, anche del sesso ci sta... fanno parte della leggerezza di un rapporto. non è che puoi sempre star lì con l estratto conto o le bollette alla mano.
      mi scandalizzo quando un individuo (uomo o donna che sia) si permette di usare i sentimenti di un altra persona per nutrire il proprio ego. il proprio narcisismo. fa, come diceva Bruno ti lascio in sospeso perché non si sa mai... c è la crisi. e per controparte resto stupita perché siamo prontissime a individuare una situazione simile quando questa non ci appartiene! l'amica che mi ha scritto quelle righe, ha a sua volta una sua amica nella stessa situazione e mi dice "ah... mi spiace che sia innamorata di uno stronzo come quello"! ma non sono così differenti!

      e ovviamente mi scandalizzo e mi indigno quando il degenerare della mancanza di rispetto sfocia nella violenza. ma come cercavo di dire prima, è un argomento troppo delicato per "imbastirlo" così.

      mi piace molto la tua frase "un uomo che mi ritenga parte della sua vita e non la sua vita". sono perfettamente d accordo con te.
      e grazie a te per la condivisione.

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  5. Se ti va ascolta questa, è un po' vecchietta ma.... Las palabras de amor - Queen-

    ;)

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  6. E allora, da dove incomincio?

    Ho letto il tuo post e ho letto tutti i commenti e condivido molti dei vostri punti di vista, ma credo si debbano fare delle precisazioni e soprattutto capire di cosa stiamo parlando, di un rapporto che nasce, che nasce e si evolve ma resta sempre un rapporto “provvisorio” o di un rapporto a due, dove la condivisione dei calzini sporchi può mettere a dura prova la convivenza?

    Da che mondo e mondo sono sempre esistiti gli stronzi e le stronze, esistono perché dall’altra parte ci sono le Cenerentole e i Cenerentoli, mi verrebbe da dire che non aspettano altro che farsi massacrare psicologicamente, ma sarebbe una uscita scontata e stronza, appunto, diciamo che gli stronzi/e fanno leva sulle insicurezze dell’altra/o e quindi il gioco è fatto.

    Quando ci s’innamora si diventa più sensibili anche alle cattiverie, ma senza voler cercare di capirne i motivi, visto che sarebbe troppo complicato farlo, diciamo che è una posta che bisogna pagare, d’altra parte, chi in amore non ha mai sofferto e chi in amore non ha mai fatto soffrire?

    Bella domanda!

    Ci sono delle persone che sembra vadano a cercarsele, d’altra parte il bello o la bella e impossibile attira, con le relative conseguenze. Ma questa è un’altra storia.

    Poi ci sono le persone disattente, quelle che si dimenticano degli altri, ma solo perché sono maleducati e egoisti. Quella persona che dici che è sempre attenta alle tue esigenze ha probabilmente rispetto per te, quindi non fa mancare mai le sue attenzioni nei tuoi riguardi, non è facile incontrare oggi persone che abbiano rispetto per gli altri, si corre e si pensa solo al proprio orticello, anche nell’amore. Diversa è la cosa se parliamo di rapporto tra due persone che vivono insieme. In questo caso se non si da nulla per scontato, il rapporto cresce giorno dopo giorno, la conoscenza dell’altro è fondamentale, nel bene e nel male, c’è una mediazione necessaria tra i difetti e i pregi, per cui, al di là delle inevitabili litigate, prima o poi si trova sempre un punto di contatto, per amore prima, per amore, affetto e tenerezza dopo.

    Diciamo che bisognerebbe trovare una persona che in qualche modo s’incastri con noi, tenendo conto che il rispetto è fondamentale, non per non perderci, ma per volersi un po’ di bene.

    Tutto qui, più o meno. :-)

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    1. Nel caso specifico qui si parlava di un rapporto amoroso. ma alla fine strucca scrucca credo che indipendentemente dal rapporto, il discorso non abbia grandi distinzioni. Almeno dal mio punto di vista, perché il rapporto determina un legame. E se hai un legame (di qual si voglia natura) con una persona, questa ti deve e tu devi a lei del rispetto.
      poi d accordo: ci sono indole, natura, educazione, abitudini che hanno un evidente peso. c è chi ti risponde sempre e comunque e sotto tortura, c è chi ti risponde ad un messaggio dopo tre giorni... ma quando poi le dinamiche si capiscono, credo sarebbe saggio trovare dei punti di incontro. se ti dico che quando sparisci per una settimana che mi viene da pensare che sei morto, ci soffro sto male non ci dormo la notte, e tu insisti, non mi rispetti.
      ecco. rispetto e attenzione. non c è ? c è da chiedersi se quel rapporto ha senso di esistere. sono categorica? forse, ma mi sono rotta vagamente le palle di giustificare sempre e comunque anche chi si comporta da stronzo, lo sa, ne è cosciente e se ne frega "tanto sono fatto così" allora sii fatto così con qualcun altro che va bene uguale. che sia amore amicizia o che ne so.
      e il rispetto, l educazione, l attenzione devono esserci all inizio durante e pure alla fine. credo. tra persone che ritengono di essere civili.

      non ho capito questa frase: "Quando ci s’innamora si diventa più sensibili anche alle cattiverie, ma senza voler cercare di capirne i motivi, visto che sarebbe troppo complicato farlo, diciamo che è una posta che bisogna pagare, d’altra parte, chi in amore non ha mai sofferto e chi in amore non ha mai fatto soffrire?"
      Ma se sono innamorata le cattiverie non dovrebbero essere l ultimo dei miei pensieri? e se sono innamorata E RICAMBIATA, le cattiverie non dovrebbero passare nemmeno per l anticamera del cervello alla persona che mi ama.. no? soffrire per amore certo, ci siamo passati tutti... ma un conto è avere un rapporto problematico alti e bassi e via dicendo, un conto è fregarsene altamente dei sentimenti altrui. ma allora non è un rapporto e ricominciamo da capo tornando al punto a.
      e resto sempre dell idea.
      non esiste un prezzo da pagare... i rapporti hanno senso di essere vissuti oppure no. e se non mi rispetti, come dicono a Roma "ad una spanna dal culo mio" grazie...

      ciao Arthur!!! :D

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  7. Sì, quando ci s'innamora le cattiverie dovrebbero essere l'ultimo dei pensieri: Ma dei due, c'è sempre qualcuno che ama di più e qualcuno che, alle volte, se ne approfitta, non è certo una regola, ma capita.

    E sul discorso del rispetto sono perfettamente d’accordo, non esiste un rapporto senza rispetto, rispetto e stima dell’altro sono legate a doppia mandata e alle volte il rispetto viene a mancare proprio perché si ha poca considerazione dell’altra persona. Oggi leggevo che, mi pare, il 30% delle violenze sulle donne avvengono in famiglia, perché un uomo picchia a sangue una donna se non perché non ha rispetto di lei?

    Certo, ci gioca la mentalità, l’ignoranza, la scarsa considerazione, ma il rispetto bisogna impararlo, chi non l’ha mai ricevuto difficilmente lo darà.

    Per il resto, non so a cosa tu ti riferisca, ma se qualcuno risponde ad un sms dopo tre giorni e via dicendo, fossi in te lo lascerei perdere, non merita la tua considerazione. Ma sai come la penso in proposito.

    A proposito, devo chiederti un paio di cose, quindi quanto prima mi sa che riceverai mie notizie.

    Vabbè, ti “concedo” di rispondermi dopo due giorni, non prima e né dopo. :-)

    Ciao Sonia, buon fine settimana.

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    1. Purtroppo è il 60%.. il 48% da parte del marito e il 12% del convivente... il 23% è l ex... e poi si dà la caccia all immigrato.
      ma questo è un altro discorso.

      il discorso dell sms e dei tempi di risposta è variabile, dipende sempre dal buon senso e dall uso che sappiamo l altra persona fa del cellulare. non puoi lasciarlo perdere "a priori".
      mio fratello ad esempio non ha questo gran rapporto stretto con il cellulare... capace che ad un messaggio ti risponde dopo 2 gg, SE si ricorda. ma ti dice pure "se è urgente mi telefoni e fai prima". ineccepibile.
      poi tutti abbiamo i momenti (o le 4 ore canoniche di lavoro) in cui non possiamo dare retta al telefono perché si ha altro da fare. ci sta. è buon senso non aspettare sempre e comunque una risposta entro i tre minuti. ma poi... se non rispondi ai mess e nemmeno alle telefonate e poi arrivi come se niente fosse... lì c è proprio da discutere. ma anche no.

      Arthur... soprattutto NON PRIMA! ;)

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