venerdì 21 giugno 2013

... e mi addormenterà, dalla parte del cuore...

Soffia vento da Nord Ovest.
Il Maestrale fa danzare le canne di bambù della campana a vento, e la siepe di gelsomino regala onde di profumo.
Serata casalinga, ma lontana dal divano, dalla tv che ripropone sempre gli stessi ritornelli. Serata di parole. Seduta sul bagarozzo dell'aria condizionata (che ovviamente non funziona) nell unico terrazzino di casa accessibile dal bagno, con il telefono all'orecchio (non ho ancora trovato un degno sostituto dell'auricolare pucciato nel cappuccino) a intrecciare parole e risate, a parlare di Einstein e Leopardi, di mare e Parenzo, di sociologia e caramelle da fiera.
E poi ancora. 
Ad accompagnare a casa Lui, che guida tra stanchezza e un po' di scazzo, ma ride della mia voce assonnata. 
Prendere possesso della casa non significa solo pagarne l'affitto e metterci dentro i mobili. Significa riempirla di attimi. Attimi che vivi e che trattieni tra le mani. Prenderne un pezzetto per volta e viverlo. Anche dove non pensi, dove le riviste di arredamento non ti spiegano come farlo al meglio o nel modo più funzionale. Lasciarsi asciugare i capelli dal Maestrale, non tenendo conto della piega che prenderanno i ricci una volta schiacciati sul cuscino. Lasciare andare. 
Che il tempo scorra senza dover necessariamente pensare di fare. Condividere, semplicemente. Anche un discorso senza senso, una differenza dialettale, un idea di vacanza o il desiderio di una birra fredda. Lasciare andare, bearsi di quella luna lassù che sembra piena ma non è, del gelsomino e della campana a vento, del mio oleandro color pesca, new entry nella mia vita quest'anno. Concedersi il lusso di pensare che se anche lasci andare il controllo delle cose, le cose vanno lo stesso. E non è detto che vadano "peggio". Viversi l attimo esattamente per quello che è. Senza la creazione di un carico di aspettative irragionevoli che schiacciano gli attimi sotto il peso di un futuro che mica sai se mai arriverà. 
E allora una sera, passata al telefono, seduta sul bagarozzo dell'aria condizionata (che ovviamente non funziona), diventa una di quelle sere di inizio estate che ti ricorderai. 

1 commento:

Ma come ottobre?

Ma...? ma come ottobre? di già? e l'ultimo mese dov'è finito? e poi, già che ci siete, datemi le coordinate dell'ultimo an...