lunedì 10 settembre 2012

La domanda mi sorge spontanea...

Ma... sono le situazioni a cambiare le persone?
O le persone a cambiare le situazioni? 

Svegliarsi Marzulliana il lunedì, non ha affatto un gran bel perché. 
Eppure non posso fare a meno di farmi venire questo dubbio e sguazzarci dentro un po' come mi si confà. 
Elemento scatenante la conversazione avuta con S. in pausa pranzo mentre mi affaccendavo nelle pulizie dell'ufficio. 
Inutile ridere, voi non sapete quanti discorsi ispirati tra mocho e scopino si possono fare. 
Ad ogni modo, si parlava delle situazioni che cambiano. 
"E' normale, è fisiologico, il tempo cambia e cambiano le cose..." lo diceva pure il buon Franco con i suoi Segnali di Vita, ma a me non sta in tasca. 
Davvero le "cose" le "situazioni" cambiano in modo autonomo con lo scorrere del tempo? con il passare dei giorni? (e quindi noi ce ne stiamo passivamente così, con il nasino all'insù puffiamo su per giù due mele o poco più... -mai respirare il detersivo germicida troppo a lungo-) o siamo noi a far cambiare le situazioni (e quindi azione attiva)?
Un esempio: "Prima o poi succede che ci si senta sempre meno"
No, non è una cosa che succede. E' una cosa che io permetto accada. Io rallento il ritmo delle telefonate e l'altra persona non reagisce.
"Oppure alle volte nasce un incomprensione che se non trova soluzione crea distacco". Anche qui, mentre mochavo di qui e dì lì in modo allego e bislacco, pensavo che le incomprensioni non nascono così come un fungo dopo un temporale. C è un errore di comunicazione che scatena una reazione che però non  viene affrontata.  O no? 
Insomma, secondo me, le situazioni siamo noi che le creiamo, noi che ci barcameniamo al loro interno e decidiamo il come venirne a capo. O come NON venirne a capo. Lasciando semplicemente che abbiano il loro corso (ma è comunque una scelta) e quindi non intervenendo in una data cosa diamo comunque una sorta di IN PUT di gestione. Le cose cambiano se siamo noi a volerle cambiare, scivolano se restiamo a guardarle scivolare e via dicendo. 
O no?  

10 commenti:

  1. ..si w si, no e no...dipende..ma da che dipende?
    tu hai tagione ..ma se guardiamo la cosa sotto altra angolatura???
    come un evento a cui non possiamo sottrarci? la pensiamo allo stesso modo?
    ....i dilemmi non mi sono mai piaciuti...però una volta me ne sono uscita di scena dicendo " ognuno è artefice del proprio destino" . che ne dici? Secondo me ci stava tutta.

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    1. Giusto Cara,
      in effetti ho scritto in modo superficiale e andata via lesta. mi riferivo più alle "situazioni" interpersonali. tipo la gestione dei rapporti che fossero di amicizia/amore o quant altro.
      rispetto all evento che ti capita tra capo e collo, credo che avesse ragione chi disse (non ricordo chi) "non è ciò che ti capita, ma il come lo affronti che fa la differenza".
      :)

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  2. sabato mi vestiro come Marzullo. I capelli me li deve prestare DR, però.

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  3. hahahahahah i Gianni e Pinotto di Blogspot! :D

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  4. Eh, questione mica da poco.Forse un po' e un po' , forse, per quanto riguarda i rapporti, ci si evolve in maniera diversa e ci si trova, a dun certo punto , ad avere poco a che spartire con determinate persone e quindi , lentamente, inesorabilemnte , ci allontaniamo da loro....

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  5. Beh, secondo me l'una e l'altra. Dipende. Ci sono situazioni che DAVVERO non dipendono dalla nostra volontà e che non possiamo cambiare, altre di cui siamo gli artefici, ma non vogliamo ammetterlo o non ci rendiamo conto che sia così.

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    1. punto di vista assolutamente condivisibile Rossana. bentornata!

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  6. bella domanda, risposta troppo lunga!
    te la risparmio!
    ciao cara Sys

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