giovedì 26 gennaio 2012

Scosse battono Paturnie 2 - 0

Le scosse non sono solo quelle del terremoto. Nemmeno troppo forti quelle di questi giorni, per essere sinceri. Ma ti fanno andare a letto lasciando la luce accesa in cucina, quella a basso consumo, perché di notte ci si sente più vulnerabili e allora un po' di luce ci rassicura già.
Abbraccio la mia Melly come una volta abbracciavo l orsacchiotto, lei si acciambella contro la mia pancia e fusa. 
Ci sono le scosse che ti dai o che ti danno. Quelle a cui pensi mentre schiaffi una mano sull altra le strofini un po' e ti dici diamoci da fare. 
Ci sono quelle che arrivano da frasi lasciate in sospeso e tu, in quanto donna, magari ti perdi gli apostrofi per strada, ma hai la tendenza a unire tutti i puntini alla velocità di un laser, e così raggiungi subito conclusioni che poi non concludono niente. Poi un sms di un Amica, una di quelle che ti hanno sorpresa per la capacità di capire, comprendere subito ed esserci senza condizioni o conclusioni di sorta. E ti ribalta di nuovo i pensieri. Anche quella è una scossa. Allora ti aggrappi a quel pensiero, lo fai tuo e rigiri la situazione, e scopri che ci puoi pure sorridere sopra cantando una canzone che c ha più di trentanni e chi ti sente fa proprio quella faccia lì.
Le scosse ti fanno prendere paura, ma ti mettono in allerta. Accendono la tua attenzione che magari era presa da altre cose, altre faccende. C è sempre qualcosa che ti assorbe, viene prima o dopo, si vorrebbero le cose in ordine e le cose in ordine non resistono mai. E poi chi l ha detto che l ordine è la soluzione? A guardare la scrivania di Einstein, si potrebbe pensare che no. Che il caos è a suo modo creativo. (Con le dovute eccezioni certo). E finché si pensa, si appoggia il mento alla mano, e il gomito alla scrivania in mezzo ai fogli, la terra smette di tremare in modo percettibile e tutto sembra tornare alla normalità. Sembra, perché i movimenti ci sono ancora è che non li sentiamo "i lavora par sotto come le patate" direbbe Zia Fedora.
Alle volte non è nemmeno una scossa, basta un sorriso per scatenare movimento, o la corsa di un bambino, come quelli che d inverno corrono chiusi nei loro giubbotti sulla spiaggia e fanno prendere il volo a gabbiani che se ne stavano impigriti a terra... 

8 commenti:

  1. Bisogna unirli ordinatamente, i puntini, altrimenti esce il disegno sbagliato

    Thunder

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    1. Vero? è che alle volte i puntini mi girano cadono e rimbalzano e capisco più niente...

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  2. Gli è che alle volte bisogna avere pazienza per metterli tutti al posto giusto

    Thunder

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  3. Dott Thunder... lei oggi mi è criptico!

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  4. a proposito delle conclusioni che non concludono niente...io, a volte, sono super brava a farmi dei film che spilberg al confronto è un pivello. prendo delle cantonate bestiali sol perchè ci rimugino sopra col compasso. allora sì, ci vuole qualcuno che ti inserisca le ganasce ai pensieri, che ti metta le briglie alla meditazione cerebrotica e ti dica: "ma che ti sei fumata oggi, il tappetino del bagno?"

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    1. hahahahahahahahah
      aiuto! a momenti scoppio a ridere con Brontolo ed Eolo di là!
      ecco... diciamo che l esseemmeesse di ieri sera ha avuto lo stesso effetto delle ganasce!
      e comunque, a proposito di film ti garantisco che sei in buona compagnia!

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  5. Zia Fedora ha ragione: la terra continua a tremare, anche se la scossa di ieri me la sono persa perché ero distratta. La luce è ancora accesa?
    L'altro genere di scosse, invece, è il benvenuto. I ribaltamenti di prospettiva sonno sempre interessanti.

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    1. la luce l ho spenta e ho dormito uguale e anche la terra se si muove non si fa sentire. il w.e. passato bene poi aiuta anceh per tutto il resto.
      ciao Rosa!

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pensieri a vanvera... ma non troppo.

Leggo sempre più spesso di persone che mollano tutto e partono. In un paio di occasioni mi è anche stato detto: "perché non molli tu...