martedì 4 ottobre 2011

Diario di Viaggio

Vorrei scrivere della sensazione che ho provato ritrovandomi in quella Piazza, con il fiume placido in lontananza. Al suono dell'acqua che riusciva a coprire quello del traffico, facendolo quasi dimenticare.
E quel monumento imponente, sempre lì, splendido ed un po’ altero. Con tutte le persone in coda in attesa di poterla ammirarlo anche dentro, incuranti del caldo mediterraneo e del sole che con l'inizio di ottobre non c'entravano proprio niente.
Ma ho negli occhi solo i suoi occhi.
Quello sguardo che mi accarezza da vicino quando, sdraiati, incrociamo mani e gambe e braccia e ci facciamo più stretti e parliamo piano. Come se una nota più alta potesse rompere l'incanto di quel momento così unico.
Provo a ripensare al vento che, in tram, mi scompigliava i capelli e io che facevo finta di vivere lì da sempre, ma l'espressione curiosa mi tradiva. Restavo attaccata al finestrino con il naso fuori, con la stessa faccia della prima volta di quando, da bambina, ho fatto un giro in treno.
Ma ci sono sempre le sue labbra, e la mia mente torna lì, a quando socchiudo un po’ gli occhi mentre mi bacia, e riesco a vedere il suo viso, che comincia dove finisce il mio, senza stacco ma come un armonico continuo. Lui che ha quel modo di baciarmi che sembra mordermi e dopo un secondo divento una bambola di cristallo tra le sue mani e mi scioglie con la sua delicatezza.
Il profumo del caffè e delle sfoglie ancora calde, le mie mani intorno alla sua vita mentre siamo in moto e quando ho paura lo stringo. Le sue carezze ai semafori, quel suo scoppiare a ridere come un bambino sorpreso. Quel suo prendersi cura di me, quando si ferma e mi dà la mano se resto un passo indietro. Quel suo smuovere le montagne per poterci essere, il suo correre dei rischi, imprudente e consapevole.
Vorrei scrivere di questa città lontana ma stranamente un pò mia, ma ho lui nella pelle e nel cuore. Ho la sua timidezza e le sue insicurezze e la sua forza, mescolate insieme mentre mi stringe ancora e sembra non volermi lasciare andare. Li sento ancora i suoi capelli sotto le dita, mentre mi mostra qualcosa che nemmeno sento, ma lui è lì, c'è il suo profumo, c'è il suo respiro che si fa uno con il mio e fuori da quella stanza non esiste altro. C'è la nostra pelle che non ci basta, e ci sono i nostri discorsi più seri e profondi. C'è quello sguardo che non riesco a dimenticare, quando mi ha detto “non so se adoro di più quando ti prendo o quando ti tengo qui stretta” e non so nemmeno io dire quale dei due momenti sia meglio dell'altro. E non si può decidere, sono magia pura entrambi. Quelle cose che solo quando provi un certo sentimento, senti dentro di te.
Mi perdo nel senso di appartenenza, nel legame che mi fa vivere giorni come non li ho mai vissuti. Con le contraddizioni solite e le consapevolezze che non mi sarei mai aspettata di avere. Le prime volte.
Ci sono quegli occhi.
Quegli occhi per cui vale la pena di attraversare l'Italia, anche solo per un ora. Quegli occhi e quelle mani e la sua ostinata sincerità, sempre. Quegli occhi che amo e che mi scavano dentro e da cui non ho paura di farmi guardare. Forse per la prima volta, forse davvero. Davanti a lui in piena luce.
Sono ripartita quel pomeriggio riportandomi a casa il suo calore, le sue carezze e i nostri giochi.
Il profumo di cioccolato e di mela.
Quel suo modo di dirmi  “è un pasticcio” e di stringermi subito dopo più forte.

Riaprendo la borsa mi sono accorta che mancava un pezzettino di cuore, ma so dove l'ho lasciato, esattamente dove ha detto lui un po’ di tempo fa:
a due dita dal suo.

4 commenti:

  1. Che bello quando si prova ciò che provi tu adesso: Amore. Ti scalda l'anima, il corpo, la mente. Vale la pena di attraversare il mondo per un incontro così.
    Ciao!

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  2. Ciao Carissimo!
    quanto mi piace il tuo entusiasmo! questo è un post scritto (quasi) a quattro mani... e ha una storia un po' anomala ma ora è qui. e io spero solo che anche il "correttore di bozze", continui a pensarla come te.

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  3. Vabbeh, un po' di melensaggine ogni tanto te la perdoniamo...
    Ciao

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  4. Grazie per la gentile concessione Aquilaruvida! ;) nun ti preoccupare che poi torno acida come il mio solito...

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