martedì 21 giugno 2011

L'architetto

Sfiora appena gli interruttori e i neon si spengono. Resta accesa solo la sua lampada da tavolo, lì in mezzo allo studio, vicino alla finestra. 
L'ultimo "buona serata" seguito dal portoncino che si chiudeva, l'ha lasciato solo.
E se Dio vuole pure per oggi è andata. Finita questa giornata che sembrava non passare mai, di progetti studiati, ricercati e provati a incastrare gli uni sugli altri come il gioco del tetris e caduti come un castello di carta. Giornata che più volte gli ha fatto venire voglia di scagliare il cellulare lontano, contro il muro. Oltre la finestra che va ad aprire.

Il pino sembra già di guardia alla notte che si avvicina, le luci dalla strada vengono abbagliate dai lampi che spezzano il cielo a est. 
Chiude gli occhi e respira l'aria che anticipa la pioggia. Respira di nuovo, allarga il diaframma  tende le braccia verso il cielo, e poi con le mani scende lungo i capelli che gli coprono il collo e le spalle.
Gli ci vorrebbe un massaggio, per sciogliere la tensione e i muscoli contratti. Chissà se esiste un massaggio anche per i pensieri, e uno per il cuore che non sia  inteso come muscolo cardiaco.
Il tuono segue il lampo di qualche secondo, il temporale è ancora lontano anche se le nuvole hanno oscurato il cielo troppo presto per il primo giorno d'estate.
Chissà se ha chiuso i finestrini dell'auto, ma chissà poi dove l'ha parcheggiata, che mentre lo faceva stava discutendo, ancora una volta, al telefono.
Massì, li avrà chiusi. Lo fa sempre. Queste sono solo paturnie, come sua cognata che quando esce  di casa torna  indietro tre volte per controllare di aver chiuso il gas.
Volta le spalle alla finestra e alle azzalee in fiore.
La vite sarebbe da potare ma ci penserà un'altra volta. 
Troppe cose da fare, troppe scadenze, troppo poco il tempo. Un messaggio illumina il display, è Luca suo figlio: "gelato coi nonni!buono!ma tu quando torni a casa?" Sorride piano, quasi sottovoce e risponde "presto ometto. prima che ti addormenti sarò a casa", e spingendo il tasto di invio gli sembra quasi di sentire il profumo delle sue guance quando sanno di panna e nocciola. 
Si stropiccia gli occhi, riprende gli occhiali che usa da un po' di tempo e che gli sono stati regalati, che se fosse dipeso da lui girerebbe ancora con lo sguardo da talpa allontanando i fogli per tutta la lunghezza del braccio nel vano tentativo di leggere qualcosa.
Un altro respiro e ricominciano i conteggi, la lotta per far quadrare il cerchio che sembra un paradosso ma se c è chi può farlo quello è lui. Anche se il più delle volte non ci crede, ma poi invece la soluzione è lì come una rivelazione. Gli basta allungare una mano e prenderla.
Alle volte basta solo una voce che gli dica "certo che ce la fai, io credo in te, non mollare".
E che sia un pezzo per volta o regolati dalla legge del caos, ecco che ogni tassello combacia.
Basta poco alle volte.
Basta quella voce.
Che non è poco.
La finestra alle sue spalle si spalanca al vento e il profumo del gelsomino riempie la stanza. Le prime gocce di pioggia rimbalzano sulla tettoia e risuonano come percussione al ritmo del vento.
Il cielo si illumina di lampi come in flash davanti ad una star del cinema, il gatto del vicino salta dal muretto alla veranda della villetta davanti, sembra sfiorarla appena quando con un altro balzo sparisce oltre la finestra della cucina al primo piano.
Non ha voglia di chiudere, non ha voglia di smettere di respirare quel vento che fa volare le sue carte dalla scrivania, ma che sembra ripulire l'aria dalla tensione.
Un tuono più forte e lo studio resta al buio.
Dall'oscurità un bip sottile del telefono e il display che si illumina di nuovo: "come stai amore mio?". 

19 commenti:

  1. Bello questo racconto. Sarà che sono un pò architetto (mancato) anch'io, sarà che ho uno studio con un pino maestoso ed una bimba lontana che mi fa le stesse domande (in questo momento al mare con la consorte), sarà che sto facendo tardi da tempo immemore, ma mi sembra quasi che tu abbia piazzato una webcam proprio alle mie spalle, l'altro ieri, mentre veniva giù l'ira di Dio.
    Bella, l'energia dei lampi.

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  2. l'sms era della cognata? ;)
    Bel racconto, palpitante e pieno di profumi. Ciao!!

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  3. E poi cosa è successo?
    Thunder

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  4. Thunder! sarà mica una domanda provocatoria questa??? :) un invito a continuare? quanto me piaci quando me provochi!!! ;P

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  5. Bruno, mi credi se ti dico che non lo so? ma la cognata credo proprio di no, mi sa troppo "svampia", tornare indietro una volta è umano, tre è diabolico! correggimi se sbaglio: è quasi una patologia no?
    un giorno vengo a trovarti, ti porto il block notes la penna e la mia carovana di pensieri contorti. vuoi? ;)

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  6. Figurarsi, non provoco nessuno dall'85!

    Thunder

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  7. Ing, i lampi mi piacciono tanto quando sono al coperto. mi fanno paura quando sono per strada e non so dove ripararmi. Ma se c è una manifestazione di energia che adoro è il temporale, che poi mi rappresenta bene, è come dare una forma alle mie inquietudini.
    L'architetto qui mi somiglia molto nelle sue ansie e preoccupazioni.
    E' un po' me.
    O io sono un po' lui.
    Vai tu a capire.

    ps. non ho piazzato nessuna web cam, ma a questo punto viste le similitudini,quando vengo a Torino la visita guidata è d obbligo.

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  8. Thunder, quindi che faccio? la chiudo qua...

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  9. Uh, io ero curioso!

    Thunder

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  10. Thunder... come direbbe Bruno ero cercavo di strapparti una conferma. :) se piace a te (pignolo come sei e assolutamente poco di parte) allora vale la pena andare avanti.

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  11. Per strapparmi una conferma di qualsivoglia natura basta mettermi a tavola, lo sai

    Thunder

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  12. Ben descritto e coinvolgente...

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  13. Morenaaaaaa!!! finalmente ce l hai fatta! ceh bello vederti qui.
    e Grazie. lo sai che detto da te per me vale sempre doppio.

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  14. Grazie Giulio. ho provato a tornare sul tuo blog ma mi è scattato un allarme antivirus :(

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  15. tre è ancora "normalità"...c'è di peggio...
    per il quablock e le bic ci penso io, tu porta un monoblocco di Kleenex da 10 (che non si sa mai), un lambruschino e un tegamin di risi e bisi...così, precauzionalmente, se il discorso si fa complicato...
    ;)

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  16. Bruno, no, te prego. i risi e bisi no. è proprio il connubio di due ingredienti che io non reggo.. vada per il lambruschino, i kleenex (me sa che c hai visto lungo), e... boh... bruschette?
    attento, che potrei prenderti in parola.
    anche se mi sa che prima mi troverò distesa davanti ad un chirurgo... ma questo lo saprò meglio domani... ma porc...

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  17. Davvero delizioso, complimenti!

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  18. Grazie Diemme! gentilissima!
    sys

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pensieri a vanvera... ma non troppo.

Leggo sempre più spesso di persone che mollano tutto e partono. In un paio di occasioni mi è anche stato detto: "perché non molli tu...