domenica 29 maggio 2011

sys

S come una strada di montagna.
Uno di quei sentieri che salgono ripidi e stretti, che a guardarli dal basso ti sembrano quasi innavicinabili, poi cominci a salire, un passo dopo l'altro e senza nessuna fretta, e scopri che sì. Non è facile camminare su quei sassi, alcuni sono appuntiti e lo senti pure attraverso le scarpe. Ma gli alberi fanno bene il loro mestiere: ti regalano ombra sui pensieri e aria fresca per i polmoni. Mio nonno diceva sempre che bisogna salire piano. Andare piano. Non si corre in montagna. Primo perché fai fatica, perdi fiato subito e a quel punto che fai? Non ha senso.
Devi salire piano, abituare il cuore allo sforzo, un passo per volta misurandolo, non troppo lungo, non troppo corto, e devi goderti il paesaggio. Devi poterti godere quello che hai attorno, senza perdere di vista la strada, senza mettere il piede in fallo. Dove devi correre? Alla cima? La cima va pregustata, ti ci devi avvicinare senza bruciare le tappe. Devi saper aspettare, devi capire quando fermarti e come riprendere un po' dopo. Devi rispettarne il ritmo, cambiare il passo se necessario. E nessuno ha mai detto che sia facile, ci si può far male, far male sul serio. Ci sono tratti dove se non ti assicuri ad una corda il vento può portarti via, farti cadere, e sì alle volte succede. Ma è impensabile dire "non ne vale la pena" perché quando sei in cima, lì, ad un passo da una nuvola che per una strana magia si muove sotto di te, ciò che provi, ciò che vedi, ti ripaga di ogni sforzo.

S come un raggio di sole.
Che trafigge le nuvole nere dopo una tempesta. Più forte dei lampi, fa zittire i tuoni ritardatari. Ti piove addosso e fa brillare l'asfalto come argento. Ti cambia l'umore, che mica l'avevi ammesso ma ti sei svegliato male, con brutti pensieri con strani vuoti da frasi in sospeso. Sole che asciuga le lenzuola stese fuori e gli dà quel profumo che solo lui sa. Sole che cambia colore ai fiori nel terrazzo, accarezza le campane a vento di bambù e le fa tintinnare piano. Sole che abbraccia un pino in un giardino nascosto e i suoi rami diventate nursery per passerotti. Sole che entra dalle fessure della tapparella a darti il buongiorno, e ti accarezza piano le gambe e il suo calore ti fa scordare le cicatrici che nascondi.

S come un silenzio interrotto da un respiro, al di là di un filo.
S come una solitudine spezzata e quasi dimenticata.
S come il sale nella pasta.
S come un sorriso che cresce e diventa risata.
S come la serenità di un succo di pompelmo bevuto pian piano.
S come lo stupore nel guardare il video di un micio che dorme e sogna. 
S come Sveva Gallmann e il libro che aspetto di leggere.
S come il fisioterapista che ti regala la voglia di non accontentarti di camminare, ma pretendere di più.
S come i sogni di una vacanza che non è sfumata ma ha solo preso una forma diversa. Saranno tante piccole vacanze.
S come il sabato che torna ad essere un giorno di riposo atteso e idealizzato, e non un giorno come un altro.
S come la smart che ancora aspetto e sono impaziente e ho voglia di condividere con lei tanti chilometri, verso ogni punto cardinale.
S come un seme di belladinotte, piccolo e nero da cui nasce una pianta forte con i fiori che si regalano dopo il tramonto. Le ho piantate da poco e già, dalla terra, fanno capolino le foglie. E ora aspetto di vedere anche quelle nel mio giardino nascosto.
S come la sorpresa di riscoprirmi, nonostante tutto, più consapevole e forte di prima.
S come sono qui. Sono io. E Dio se sto bene così.

3 commenti:

  1. Ecco, e S-vediamo se una di queste S-vacanze ci può riguardare. E la S-orpresa è tutta tua. Io lo S-apevo già. Potevi chiedermelo :P

    Thunder

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  2. ciao Sys, stamattina ho letto qualche tuo post. Più che letti li ho "sentiti". Impossibile non sentire l'emozione anche quando passa attraverso un monitor. Commenterò e ci sono. A presto!!!!
    Bruno (blogger non mi riconosce più!)

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  3. Bruno, mi fa un gran piacere leggerti qui.
    dico sul serio.
    e sono felice di averti trasmesso un po' delle mie emozioni. Passa quando vuoi e scrivi come e quanto ti pare.

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